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Paola
Baratto nasce a Brescia, in una famiglia con radici in più regioni
d’Italia. I
primi tentativi in prosa (racconti ed un paio di romanzi) restano nel
cassetto. Nel 1995 Paola Baratto inizia una collaborazione con la pagina culturale del “Giornale di Brescia”, quotidiano per il quale ancora oggi scrive elzeviri. Diventa giornalista pubblicista. Nel 1998 pubblica la fiaba d’ambientazione gallese “Mac y Moc cantava i sogni” in occasione dell’edizione inaugurale del festival Brescia Music Art, del quale è direttore artistico Omar Pedrini (leader del complesso rock Timoria). Nell’ottobre dello stesso anno la Baratto pubblica il suo secondo romanzo, intitolato “Finisterre”: un racconto surreale ambientato in Inghilterra, nel Dartmoor. L’editore è Zanetti di Montichiari. Sempre nel 1998, in novembre, esce un suo contributo letterario su Montisola, nella guida “Il Sebino e la Franciacorta” edita da Corbo e Fiore (Venezia). Nel novembre 2000 Paola Baratto pubblica il terzo romanzo, “Di carta e di luce”, sempre per l’editore Zanetti. Nel 2002 lo stesso Zanetti – stimolato, anche, dai significativi riscontri di critica ottenuti da “Di carta e di luce” – fa uscire nella sua collana letteraria “Parole in viaggio”, intervista alla Baratto realizzata da Artemisia Botturi Bonini. Una conversazione che, dopo domande e risposte sul romanzo che l’ha ispirata, si allarga a temi di carattere più generale. È maturo il momento di ampliare l’orizzonte di riferimento e Paola Baratto entra nel catalogo della Manni, editrice che nel novembre 2005 pubblica il suo quarto romanzo intitolato “Solo pioggia e jazz”.
Ed è ancora Manni, nel febbraio 2010, a pubblicare “Saluti dall’esilio”, il sesto romanzo di Paola Baratto.
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